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Telefonia, l’Europa abbassa le tariffe: chiamate internazionali a 19 cent, sms a 6
Post by: Amministratore
25/01/2019 12:15

Da tempo ormai in molti Paesi europei si lavora per rinnovare le infrastrutture delle telecomunicazioni in vista dei nuovi servizi 5G e banda ultralarga, e il Parlamento europeo ha quindi deciso di aggiornare la regolamentazione dei costi di telefonate e sms nell’Unione. Dopo il traguardo raggiunto con l’abolizione del roaming, ieri l’Europarlamento ha approvato definitivamente il nuovo Codice europeo delle comunicazioni elettroniche (Eecc), che riguarda anche i costi della telefonia.

Il nuovo piano prevede un tetto massimo fissato a 19 centesimi di euro al minuto per le chiamate transfrontaliere e 6 centesimi per gli sms a partire dal 15 maggio 2019. Inoltre, verrà attivato un servizio unico per avvisare con sms i cittadini di situazioni di emergenza o catastrofi: una sorta di “112 al contrario”. Ogni stato dell’Unione dovrà provvedere a realizzare le condizioni per attuare il servizio nei prossimi tre anni e mezzo.

Novità sono previste anche per l’adeguamento dei sistemi nazionali in vista degli obiettivi della Roadmap Ue 5G, il piano di installazione di una rete 5G diffusa in tutta Europa attraverso infrastrutture per i collegamenti internet ad alta velocità.

Secondo il nuovo Codice, entro il 2020 dovrà esserci una rete 5G in almeno una delle principali città di ogni Paese membro.

A questo fine, il Parlamento europeo ha anche deciso di offrire incentivi per gli investimenti nella fibra da parte di operatori all’ingrosso e facilitazioni per la condivisione dei rischi e dei costi tra diverse compagnie di telecomunicazioni, che potranno avere anche licenze a lungo termine per le frequenze.

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Una sezione particolare della nuova normativa prevede anche misure a garanzia degli utenti di smartphone che utilizzano servizi di chiamata basati sul web come Skype, WhatsApp e altri, con maggiori servizi di sicurezza per la protezione dei dati e la crittografia. Inoltre, viene stabilito il diritto di al rimborso al credito prepagato che non è stato utilizzato in caso di cambio operatore, oltre a un indennizzo nel caso di ritardi o di violazioni nel periodo di transizione ad altro gestore.

In questo modo, il Codice votato ieri segna un ulteriore passo verso una regolamentazione più ferrea nei confronti di grandi compagnie che operano servizi di telefonia e comunicazione tramite web, ponendosi in linea con le nuove normative europee in materia di privacy e tutela dei consumatori.


Fonte: WIRED.it
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