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Come evitare le notifiche spam su Android
Post by: Bertolina srl
20/09/2020 12:15

Come fare per eliminare una volta per tutte le pubblicità indesiderate e gli altri fastidiosissimi elementi che possono davvero bombardare il telefono mettendolo anche in pericolo? La semplice procedura

Le notifiche spam su Android sono un pericolo da non sottovalutare dato che possono colpire una grande quantità di utenti e mettere parecchi bastoni tra le ruote. Ci riferiamo alle pubblicità indesiderate che appaiono proprio nell’area notifiche dello smartphone con Os di Google (“tirando giù la tendina”) che sfruttano soprattutto il bser Chrome, ma spesso anche altre applicazioni.

Nella migliore delle ipotesi, il “fruitore” dei vostri clic più o meno involontari andrà a recuperare qualche centesimo di euro. Nella peggiore, si può cadere in esche che portano su siti malevoli dai quali si rischia di rimanere infettati con malware fino a venire derubati di informazioni sensibili e delicate.

Come fare per eliminare le notifiche spam una volta per tutte? Sono fondamentalmente tre i passaggi da seguire.

Ripulire lo smartphone da minacce interne

Può accadere che la presenza di notifiche spam sia sintomatica della possibile infezione dello smartphone da parte di un software maligno. Di conseguenza, si può scaricare uno dei tanti ottimi antivirus e antimalware per Android, effettuare la scansione e individuare eventuali pericoli da brasare.

Procedura veloce e piuttosto semplice, qualsiasi software si sia scelto. Ma, spesso, non si trova niente, perché le notifiche spam sono generate in modo piuttosto subdolo.

Individuare le applicazioni con Airpush

La quasi totalità delle notifiche spam di Android è resa possibile da un servizio chiamato Airpush che, come da nome, consente la ricezione di messaggi push. Ed è proprio quello il mezzo che viene sfruttato. Per scoprire quale delle applicazioni che si è installate utilizzi questa opzione si può scaricare una delle utility come Ad Detector che le rileva subito. Dopo averle segnalate, si dovrà agire in manuale se individuata la colpevole così da – eventualmente – disinstallare l’applicazione da Impostazioni > App.

Le sorprese potrebbero essere servite dato che molti emulatori, downloader di file multimediali, cloni malevoli di app famose e giochini sono grandi veicoli di notifiche spam. Inutile specificare che molte delle app potrebbero essere scaricate al di fuori di Google Play.

E se l’app non si volesse cancellarla? C’è un’altra utility chiamata Airpush Permanent Opt Out che – come da nome – va a bloccare le notifiche spam permettendo di continuare a utilizzare l’app birichina.

Bloccare siti che mandano notifiche spam da Chrome

Ma, anche così, le notifiche spam potrebbero continuare ad arrivare. E la situazione diventerebbe un po’ molesta. Questo perché potrebbero essere generate da un sito specifico che si è visitato per sbaglio, magari aperto con un pop-up fetente (spesso anche da siti famosi e sicuri, è purtroppo frequente). Per fortuna, Chrome consente di far fuori il sito in modo definitivo con una impostazione interna.

Il metodo, personalmente testato, richiede qualche secondo in più ma funziona. Quando arriva una delle notifiche spam non si deve cancellarla (con uno swipe), ma lasciarla lì. In seguito, si deve mettere il telefono in modalità aerea cliccando sull’icona dell’aeroplano. Dunque, si clicca sulla notifica spam. Si aprirà una pagina di Chrome che però non si caricherà dato che non vi è connessione sul telefono.

Nella barra del bser, ecco l’indirizzo del sito che genera le notifiche spam. Apri il Menu impostazioni con i tre puntini in verticale in alto a destra e seleziona Informazioni. Ora tocca su Impostazioni Sito e, sotto Autorizzazioni, su Notifiche. Di qui, su disattiva o blocca.

Nota bene: spesso, i siti aprono sottodomini per generare notifiche spam apparentemente da portali sempre diversi. Ad esempio 12.nomesito.it poi 13.nomesito.it e così via. Per evitare questo, dalla barra del bser eliminare la prima parte (13 o 12 per intenderci, aprendo il sito principale) e procedere a cancellare.


Fonte: WIRED.it
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